Il nome del file è la prima cosa che il laboratorio legge quando apre un ordine DTF con più grafiche. Prima ancora di aprire il PNG, prima di controllare i dpi. Un nome chiaro fa passare il file dritto in produzione; un nome come finale2_def_OK.png costringe chi stampa a fermarsi, aprire, misurare e nel dubbio scriverti. In questa guida ti spieghiamo come nominiamo noi i file, cosa leggiamo davvero e cosa invece non basta scrivere nel nome.
Perché il nome del file conta più di quanto pensi
Quando arriva un ordine con 8, 15 o 40 file diversi, in laboratorio si lavora a colpo d’occhio: si guarda la lista dei file, si capisce cosa va dove e in quante copie, si impagina il gang sheet e si manda in stampa. Se i nomi sono parlanti, questo passaggio dura un minuto. Se sono IMG_4471.png, logo.png, logo (1).png, logo nuovo.png, l’operatore deve aprire ogni file, confrontarli e indovinare quale sia quello giusto. Il rischio non è solo perdere tempo: è stampare la versione sbagliata o la misura sbagliata.
Il nome del file è anche l’unico posto in cui la tua richiesta viaggia insieme al file stesso. Le note dell’ordine si leggono una volta; il nome resta attaccato al file per tutto il percorso, dal preflight al taglio.
La formula che funziona: soggetto + posizione + misura + quantità
Il nostro consiglio è un nome composto da quattro pezzi, sempre nello stesso ordine, separati da trattini:
- soggetto: cosa rappresenta la grafica (logo, scritta, mascotte, nome-rossi)
- posizione: dove andrà sul capo (petto, schiena, manica, cuore, cappuccio)
- misura: larghezza finale in cm della stampa (10cm, 28cm, 35cm)
- quantità: quante copie ti servono (x20, x50, x1)
Esempi reali di nomi che in produzione si leggono al volo:
- logo-petto-10cm-x20.png
- scritta-schiena-30cm-x20.png
- mascotte-manica-7cm-x40.png
- nome-rossi-schiena-25cm-x1.png
Con questa struttura, la lista dei file diventa di fatto la distinta dell’ordine: si capisce quanti soggetti ci sono, quante copie per ciascuno e che misura deve avere ogni transfer. Se hai già letto la nostra guida su quanti transfer entrano in un metro, saprai che misura e quantità sono esattamente i due numeri che determinano i metri lineari da ordinare.
La misura: il numero che evita il 90% degli errori
La misura nel nome del file è la più importante dei quattro elementi. Il motivo è tecnico: un PNG non ha una misura fisica, ha solo dei pixel. Un file da 3000 pixel di larghezza può essere una stampa da 10 cm a 762 dpi o da 50 cm a 152 dpi. Molti programmi salvano i dpi in modo poco affidabile, e alcuni (Canva, molte app da telefono) non li salvano affatto. Quando in laboratorio apriamo un file senza misura dichiarata dobbiamo dedurla, e dedurre significa rischiare.
Scrivere 28cm nel nome toglie ogni dubbio: la grafica verrà scalata alla larghezza esatta di 28 cm, con l’altezza in proporzione. Indica sempre la larghezza, perché è il lato su cui si ragiona sui 58 cm utili del rotolo. Se per te conta l’altezza (ad esempio una scritta verticale sulla manica), scrivi h15cm.
Attenzione a un dettaglio: la misura nel nome deve coincidere con la misura reale del file. Se il file è impostato a 20 cm e nel nome scrivi 28cm, in produzione si segue il nome, ma è meglio che le due cose non litighino. Nella checklist del file perfetto trovi come impostare la misura reale prima di esportare.
La quantità: perché va nel nome anche se la scrivi nell’ordine
Nel nostro configuratore indichi la quantità per ogni file caricato, quindi tecnicamente il numero di copie arriva già in produzione. Ripeterlo nel nome del file serve come doppio controllo: se per errore hai impostato 2 copie invece di 20, o se hai caricato due volte lo stesso file con quantità diverse, il laboratorio vede subito l’incongruenza e ti chiede conferma prima di stampare, non dopo.
Vale soprattutto per gli ordini con tante varianti: 12 nomi diversi da un pezzo l’uno, un logo da 40 copie e una scritta da 40. Con x1, x40, x40 nei nomi, la lista si legge da sola.
Cosa NON basta scrivere nel nome del file
Alcuni nomi sembrano parlanti ma in produzione non dicono nulla di utile:
- “definitivo”, “finale”, “ok”, “nuovo”: non indicano una versione, indicano che ne esistono altre. Se hai più versioni, carica solo quella giusta.
- “grande” e “piccolo”: grande quanto? Sostituisci sempre con i centimetri.
- solo la taglia del capo (“L”, “XL”): la taglia non è una misura di stampa. Se vuoi grafiche diverse per taglia, scrivi la misura in cm per ciascuna (logo-petto-9cm-taglieS-x10, logo-petto-11cm-taglieXL-x10).
- il nome del cliente finale: utile per te, non per noi. Mettilo pure, ma dopo gli altri quattro elementi.
- istruzioni lunghe: “stampare-in-alto-a-sinistra-sopra-la-tasca.png” non serve. Il posizionamento sul capo lo fai tu in pressa; a noi serve solo la misura del transfer.
Caratteri da evitare e piccole regole di igiene
Usa solo lettere, numeri e trattini. Evita spazi, accenti, apostrofi, barre e simboli come &, %, #: alcuni sistemi di upload li trasformano in codici strani e il nome diventa illeggibile. Scrivi tutto in minuscolo e senza punti nel nome (a parte quello dell’estensione). Se hai una virgola nei centimetri, usa il trattino basso o arrotonda: logo-petto-9_5cm-x10.png oppure semplicemente 10cm.
Un’ultima regola: un file per soggetto. Non mettere sei loghi diversi in un unico PNG con un nome generico; carica sei file con sei nomi chiari. Il gang sheet lo impaginiamo noi, ottimizzando lo spazio sui 58 cm. Se preferisci impaginarlo tu, allora sì, un unico file, ma nominato con la misura totale: gangsheet-58x100cm-x1.png. Trovi il metodo in come creare un gang sheet perfetto.
Domande frequenti
Devo scrivere la misura anche se il file è già impostato a 300 dpi con le dimensioni giuste?
Sì. Il file impostato correttamente è la base, il nome è la conferma. Se per qualsiasi motivo i metadati del file si perdono in fase di upload o conversione, il nome resta l’unica indicazione certa. Costa due secondi e azzera i fraintendimenti.
Posso indicare la misura in pollici o in millimetri?
Preferiamo i centimetri, che sono l’unità del nostro configuratore e del rotolo (58 cm utili). Se scrivi 280mm lo capiamo, ma scrivere 28cm evita qualsiasi confusione con i pollici.
Se ho 30 nomi diversi per una squadra, devo fare 30 file?
Sì, un file per nome, ciascuno con la misura e la quantità (di solito x1). Sembra laborioso ma è il metodo più sicuro: ogni nome viene stampato e tagliato come transfer singolo. Abbiamo una guida dedicata agli ordini di gruppo con nomi e numeri con i trucchi per generarli in serie.
Se ho sbagliato il nome ma il file è giusto, cosa succede?
Se il nome e il file non coincidono, in laboratorio ci fermiamo e ti scriviamo prima di stampare. Meglio una mail in più che una ristampa. Se rispondi in giornata, l’ordine rientra nelle 24 ore di produzione.
In sintesi
- Il nome ideale di un file DTF contiene 4 elementi: soggetto, posizione, larghezza in cm e quantità (es. logo-petto-10cm-x20.png).
- La misura da indicare è la larghezza in centimetri, perché è il lato che si impagina sui 58 cm utili del rotolo.
- Un file per ogni soggetto: gli ordini con più grafiche vengono impaginati dal laboratorio sul gang sheet a 5,90 €/metro lineare.
- Gli ordini con file chiari entrano in produzione senza richieste di chiarimento e vengono stampati in 24 ore.
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